Stop Agrexco Italia - Coalizione italiana contro l'Agrexco

La Campagna BDS

La Campagna internazionale di BDS

Nel 2005 la società civile palestinese ha formulato una proposta unitaria ai movimenti internazionali di solidarietà: individuare modalità di boicottaggio di prodotti israeliani, disinvestimento da attività commerciali in Israele, sanzioni sullo Stato di Israele, boicottaggio accademico o culturale degli israeliani che non prendono posizione contro l'occupazione e l'Apartheid. Tutte queste richieste sono state formulate coerentemente nella campagna BDS (www.bdsmovement.org). Il movimento di BDS ha già collezionato molti successi (es. contro le compagnie Veolia, Africa-Israel, Motorola...) ed ha trovato adesioni in organizzazioni della società civile, accademiche, sindacali e governative di tutto il mondo, Israele inclusa. Tutti i principali sindacati degli stessi lavoratori palestinesi, spesso usati come forza lavoro nelle società e piantagioni israeliane, sono tra i promotori della campagna di BDS.

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Testo dell'appello della Società Civile Palestinese

al boicottaggio, al ritiro degli investimenti e all'applicazione di sanzioni contro lo stato di Israele fino a quando non rispetterà il Diritto Internazionale ed i Principi Universali dei Diritti dell'Uomo.

9 Luglio 2005

Un anno dopo lo storico parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) che ha giudicato illegale il Muro costruito da Israele nei territori Palestinesi occupati, Israele continua la costruzione del Muro coloniale in totale disprezzo della decisione della Corte. Dopo 38 anni di occupazione della Cisgiordania Palestinese (compresa Gerusalemme Est), della Striscia di Gaza e delle alture siriane del Golan, Israele continua a espandere le colonie ebraiche. Israele si è annessa unilateralmente Gerusalemme-Est occupata e le alture del Golan e sta ora di fatto annettendosi per mezzo del Muro parti importanti della Cisgiordania.

Israele si sta anche preparando – all'ombra del suo previsto ritiro dalla Striscia di Gaza – a costruire e espandere le colonie nella Cisgiordania. Cinquantasette anni dopo che lo Stato di Israele è stato costituito sulla terra ripulita etnicamente dei suoi proprietari palestinesi, una maggioranza di palestinesi sono profughi, molti dei quali senza una nazione. Inoltre, il rafforzato sistema israeliano di discriminazione razziale contro i suoi cittadini Arabo-Palestinesi rimane intatto.

Alla luce delle sistematiche violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, e

Dato che, dal 1948, centinaia di risoluzioni dell'ONU hanno condannato le politiche coloniali e discriminatorie di Israele come illegali e sollecitato immediati, adeguati e effettivi rimedi, e

Dato che tutte le forme di intervento internazionale e di peace-making hanno fino ad ora fallito nel convincere o forzare Israele a rispettare le leggi umanitarie, i diritti umani fondamentali e a porre termine alla occupazione e all'oppressione del popolo palestinese, e

In considerazione del fatto che persone di coscienza nella comunità internazionale si sono storicamente prese la responsabilità morale di combattere l'ingiustizia, come esemplificato dalla lotta per l'abolizione dell'apartheid in Sud Africa attraverso diverse forme di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni;

Inspirati dalla lotta dei Sudafricani contro l'apartheid e nello spirito di solidarietà internazionale, coerenza morale e resistenza all'ingiustizia e all'oppressione,

Noi, rappresentanti della società civile palestinese, chiediamo alle organizzazioni internazionali della società civile ed alle coscienze degli uomini di tutto il mondo di imporre ampi boicottaggi e realizzare iniziative di disinvestimento contro Israele simili a quelle applicate al Sud Africa nel periodo dell'apartheid. Noi facciamo appello a voi perchè facciate pressione sui vostri rispettivi stati per imporre embargo e sanzioni contro Israele. Noi invitiamo anche gli israeliani di buona volontà a sostenere questa richiesta, nell'interesse della giustizia e di una pace effettiva.

Queste misure punitive non-violente dovrebbero essere mantenute fino al momento in cui Israele fa fronte ai suoi obblighi di riconoscere il diritto inalienabile del popolo Palestinese all'autodeterminazione e di rispettare completamente le norme del diritto internazionale:

• Ponendo termine alla occupazione e alla colonizzazione di tutte le terre arabe e smantellando il Muro

• Riconoscendo i diritti fondamentali dei cittadini Arabo-Palestinesi di Israele alla piena uguaglianza

• Rispettando, proteggendo e promovendo i diritti dei profughi palestinesi al ritorno nelle loro case e nelle loro proprietà come stabilito nella risoluzione 194 dell'ONU

Questo appello è stato sottoscritto da oltre 170 organizzazioni (partiti politici, sindacati e associazioni) che rappresentano in modo integrato le tre parti del popolo Palestinese: i profughi palestinesi, i palestinesi sotto occupazione e i palestinesi cittadini di Israele.

 

Cronistoria della campagna BDS in Israele

Milestones in the history of the Israeli BDS movement: A brief chronology

Rachel Giora
18 January 2010

The emergence of the Israeli boycott, divestment, and sanction (BDS) movement has been influenced by a number of factors. In essence, however, the movement in Israel has been basically reactive - a response to (a) international calls following traumas, and to (b) ideas, primarily those introducing the South African model into the international and Israeli discourse; and perhaps most significantly, it has evolved in response to (c) calls by Palestinians to the international community to boycott Israel, divest and disinvest from it, and sanction it. Although the history of the BDS movement in Israel is reviewed here chronologically, the assumption is that all these factors have worked interactively and in tandem to influence the development of the BDS movement worldwide as well as in Israel.

The major role of the Israeli BDS movement has been to support international BDS calls against Israel and legitimize them both as clearly not anti-Semitic, as not working against Israelis but against Israeli governmental policies, and as supporting a legitimate nonviolent means by which Palestinian civil society can reclaim and re-own its people’s rights and freedoms. Alongside solidarity with the Palestinians, the driving force behind the Israeli BDS movement has been the realization that the criminal occupation and repression of the Palestinian people, as practiced by Israeli governments, will not be redressed without significant international pressure.

Leggi tutto: Cronistoria della campagna BDS in Israele

   

Dicono del BDS...

"È da tempo che dico che la migliore speranza per i palestinesi non sta a livello governativo o attraverso le Nazioni Unite, ma piuttosto nella campagna per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro Israele".
-- Richard Falk, Relatore speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori occupati

"È arrivato il momento. Anzi, è già superato da un pezzo. La miglior strategia per fermare l'occupazione sempre più sanguinosa è quella di rendere Israele il target dello stesso tipo di movimento globale che pose fine all'Apartheid in Sud Africa".
-- Naomi Klein, scrittrice e saggista

"In Sud Africa non avremmo potuto ottenere la nostra libertà e una pace giusta senza l'aiuto delle persone in tutto il mondo che, attraverso l'uso di mezzi nonviolenti, come il boicottaggio e i disinvestimenti, hanno incoraggiato i loro governi e altri attori coinvolti ad invertire il loro pluri-decennale sostegno al regime di Apartheid. (...). La stessa questione di equità è ciò che motiva il movimento di disinvestimento oggi, che cerca di porre fine a 43 anni di occupazione israeliana, e al trattamento discriminatorio che il governo israeliano impone alla popolazione palestinese".
-- Arcivescovo Desmond Tutu, premio Nobel per la Pace

"Se buttassero giù questa cosa (il Muro, ndt) sarei felice di venire a fare un concerto qui. Anzi, insisterei a farlo...è davvero molto deprimente tornare qui tre anni dopo e vedere che la situazione politica è cambiata così poco. Ci sono più insediamenti, e ci sono stati più furti di terra".
-- Roger Waters, cantante, ex componente dei Pink Floyd

"Aderisco all'appello da parte di registi e artisti palestinesi e altri per il boicottaggio delle istituzioni culturali israeliane e invito anche altri a unirsi alla loro campagna. I palestinesi sono stati spinti a chiedere questo boicottaggio dopo 40 anni di occupazione della loro terra, la distruzione delle loro case, il rapimento e l'uccisione di civili.Non hanno una speranza che nell'immediato questa oppressione possa finire".
-- Ken Loach, regista

"Poi ci sono occasioni in cui avere semplicemente il tuo nome inserito nella scaletta di un concerto può essere interpretato come un atto politico che risuona più di tutto ciò che può essere cantato, e che può essere visto come mancanza di interesse nei confronti della sofferenza di innocenti. Devo credere che il pubblico dell'imminente concerto avrebbe compreso molte persone che mettono in discussione le politiche del loro governo a proposito degli insediamenti e che deplorano l'intimidazione, l'umiliazione e cose ancora peggiori a cui viene sottoposta la popolazione civile palestinese in nome della sicurezza nazionale".
-- Elvis Costello, regista e musicista, annunciando la cancellazione del proprio concerto in Israele.

"La sfida lanciata contro l'Apartheid (del Sud Africa, ndt) fu combattuta meglio. La risposta nonviolenta internazionale all'Apartheid fu una campagna di boicottaggio, disinvestimento e, infine, sanzioni imposte dalle Nazioni Unite, che portò il regime a cambiare senza terribili spargimenti disangue. Oggi insegnanti, scrittori, registi e organizzazioni non governative palestinesi hanno fatto appello per un boicottaggio accademico e culturale simile verso Israele, offrendo un ulteriore percorso verso una pace giusta. Questo appello è stato accolto internazionalmente da insegnanti universitari in molti paesi europei, da registi e architetti, e da qualche coraggioso dissidente israeliano. È ora che anche gli altri si uniscano a questa campagna. Come chiese Primo Levi: se non ora, quando?"
-- John Berger, autore

"Suonerò in Israele soltanto quando tutti saranno i benvenuti"
-- Gil Scott-Heron, musicista, annunciando la cancellazione del suo concerto a Tel Aviv

"Siamo uniti nella nostra convinzione che il disinvestimento dalle aziende che forniscono un sostegno significativo all'esercito israeliano serve a dare una guida morale e strategica nell'uso delle tasse universitarie e dei soldi pubblici per l'istruzione. Siamo tutti costruttori di pace, e crediamo che nessun tipo di dialogo senza pressioni economiche possa motivare Israele a cambiare le sue politiche di uso indiscriminato della forza contro la popolazione civile palestinese".
Sulla campagna di disinvestimento all'Università della California

-- Shirin Ebadi, Iran, premio Nobel per la Pace 2003
-- Mairead Maguire, Irlanda, premio Nobel per la Pace 1976
-- Rigoberta Menchu Tum, Guatemala, premio Nobel per la Pace 1992
-- Jody Williams, Stati Uniti, premio Nobel per la Pace 1997

   

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