GERUSALEMME (JTA) - Nella guerra di pubbliche relazioni per Israele, le ultime settimane sono state un pieno di sconfitte.
Il raid mortale israeliano del 31 maggio sulla flottiglia di aiuti per Gaza ha suscitato innumerevoli rabbiosi editoriali, manifestazioni e condanne. L'assassinio di un uomo di Hamas a Dubai nel mese di gennaio da parte di agenti con passaporti falsi - ampiamente retenuti israeliani - ha portato all'espulsione di diplomatici israeliani da parte dei paesi i cui passaporti erano stati falsificati. Anche musicisti di fama mondiale hanno cancellato i loro concerti in Israele nelle ultime settimane, citando come motivo le circostanze politiche.
Questi sviluppi hanno esaltato il crescente problema dell'immagine di Israele.
Il timore è che Israele sia oggetto di un'onda montante di delegittimazione che, se trascurata, potrebbe costituire una minaccia per la sua esistenza. Lo scenario da incubo sarebbe che il movimento anti-israeliano per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) guadagni più forza e che il sentimento anti-israeliano passi dai campus occidentali ai governi, seguito dalla scomparsa dell'ombrello diplomatico prottetivo degli Stati Uniti.
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